giovedì 29 settembre 2016

La nuova costituzione renziana non è la soluzione


The Globalist ha accettato e pubblicato ieri un intervento del nostro blogger, Mauro Vaiani, dal titolo: "La nuova costituzione di Renzi: davvero è la soluzione ai guai italiani?". Un riconoscimento non da poco per chi lavora sodo per far conoscere i difetti della riforma Boschi-Renzi-Verdini.


Mauro Vaiani - l'attivista, blogger, studioso,
promotore di http://www.libertatoscana.eu



sabato 24 settembre 2016

Toscani insieme, verso la vittoria del NO


Abbiamo riunito alla Casa del Popolo di San Bartolo a Cintoia toscanisti autonomisti, anarchici, liste civiche, ribelli socialisti e liberali, in una assemblea pubblica convocata contro il neocentralismo di Renzi (e di Delrio), per il NO al prossimo referendum costituzionale sulla riforma Boschi-Renzi-Verdini. Non sono mancate le scintille, come è inevitabile fra buoni toscani, ma si sono ottenuti due obiettivi politici precisi: alcune correnti che erano orientate verso l'astensione, sono state sensibilizzate a votare e a votare NO; molti autonomisti che non si incontravano da una quindicina d'anni, hanno riaperto un dialogo a tutto campo fra di loro, per reclamare l'autogoverno toscano, il pieno controllo delle proprie risorse, contro le mostruosità del centralismo.

Sono intervenuti, fra gli altri:
Mauro Vaiani, il blogger di Diverso Toscana, fra gli organizzatori dell'evento;
Sergio Salvi, il noto studioso di cose toscane e toscaniste, che è un punto di riferimento per tutti gli autonomisti toscani;
Marco Di Bari, referente del movimento per la statualità della Toscana, fra gli organizzatori dell'evento; Augusto Càcopardo, il portavoce fiorentino del comitato del NO;
Mauro Aurigi, esponente storico del civismo senese, oggi consigliere comunale Cinque Stelle nella sua città;
Paolo Bonacchi, esponente pistoiese di area anarchica, da sempre impegnato per l'autogoverno delle comunità, al più basso livello possibile;
Toscano Redini, di Lucca, presidente dell'associazione Identità Toscana, esponente dell'area indipendentista toscana.

Da ricordare il saluto che Sergio Salvi ha voluto fare alla memoria di Piero Calamandrei, nel sessantesimo anniversario della sua morte. Salvi ha ricordato la celebre invocazione di Calamandrei alla nostra terra: Toscana, dolce patria nostra.

Qui potete scaricare un pdf che contiene gli spunti principali (anche musicali) di questo pomeriggio passato insieme.

Qui di seguito potete scaricare e vedere un bel contributo in rime toscane, arrivato ai comitati del NO da Lucca: o su Facebook, https://www.facebook.com/CDCToscano/videos/1098279006921292/ - o su Istella, http://www.istella.it/it/home/maurovaiani/document/detail?document_id=57e6f2962478196d219ced04.

Ricordiamo anche che a conclusione dell'incontro si è ascoltata insieme una bella canzone popolare di Nada, dal titolo "All'aria aperta" (dalla raccolta "L'amore devi seguirlo", 2016). Il brano è trascinante con la sua invocazione alla liberazione dell'anima, al coraggio, a una sana e lucida follia.


Sergio Salvi apre l'assemblea dei Toscani per il No del 24/9/2016


Intervento di Paolo Bonacchi all'assemblea dei Toscani per il NO del 24/9/2016




Da sinistra: Mauro Vaiani, Mauro Aurigi, Marco Di Bari
all'assemblea dei Toscani per il NO del 24/9/2016











mercoledì 21 settembre 2016

Toscani per il NO alla Casa del Popolo


Sabato 24 settembre 2016, alle 15.30, alla Casa del Popolo di San Bartolo a Cintoia, a Firenze (vicino all'Isolotto), si tiene una assemblea pubblica per il NO alla riforma Boschi-Renzi-Verdini, promossa dal Comitato Toscani per il NO.

Per capire come si arriva alla Casa del Popolo, si visiti il sito dell'istituzione. Per chi arriva in macchina consigliamo di parcheggiare ed entrare da Via Madonna del Pagano.

Interverranno Marco Di Bari e Mauro Vaiani, che sono fra gli animatori del comitato degli autonomisti toscani.

Saranno presenti e interverranno alcune delle nostre figure autonomiste toscane più significative: Sergio Salvi, Toscano Redini, Mauro Aurigi, Paolo Bonacchi.

Il prof. Augusto Cacopardo porterà il saluto del Coordinamento Democrazia Costituzionale, la principale rete italiana e toscana di comitati per il NO, promossa dall'ANPI e da altre organizzazioni sociali, sindacali e politiche.

Gli autonomisti sono impegnati in prima fila contro il neocentralismo che è la parte meno nota, ma non certo la meno dannosa della brutta riforma Boschi-Renzi-Verdini. Per comprendere la gravità dell'attacco alla repubblica delle autonomie e delle diversità italiane, si ascolti questa breve riflessione di Mauro Vaiani.

Vi aspettiamo numerosi.

Al termine dell'assemblea pubblica, intorno alle 17.30, alcuni leader dell'autonomismo toscano terranno una riunione organizzativa.


Una immagine della Casa del Popolo
di San Bartolo a Cintoia





domenica 11 settembre 2016

Abbiate fiducia in chi si informa




Abbiate fiducia in chi si informa.
Milioni di concittadini della Repubblica italiana stanno leggendo e documentandosi sulla riforma Boschi-Renzi-Verdini.
Esistono certamente quelli che, come ha dichiarato candidamente il ministro Orlando alla Versiliana recentemente, voteranno Sì perché credono nella opportunità di avere un centro di potere unico che decida rapidamente per tutti.
Credono in questa concentrazione e accelerazione delle decisioni e non sarà facile convincerli del contrario.
Molte di più, però, è evidente e sta emergendo anche dai sondaggi, sono le persone che stanno comprendendo quali sono i principali difetti di questa proposta nuova costituzione, che ci è stata imposta attraverso una impressionante serie di forzature politiche e regolamentari:
1) il governo potrà centralizzare tutti i poteri, ponendo fine alla repubblica delle autonomie;
2) il governo potrà imporre la propria agenda al parlamento;
3) il senato sarà un impotente e costoso dopolavoro, i cui membri saranno facilmente selezionabili dalla forza politica predominante nel paese;
4) se il dominio di una forza politica si prolunga, il presidente della repubblica, la corte costituzionale, gli altri organi di garanzia, potrebbero tutti essere selezionati fra figure deboli e asservite alla volontà del partito dominante;
5) è stata scritta così male, che la sua interpretazione sarà sempre arbitraria.
Davvero questa riforma porta l'Italia ad essere più simile alla Turchia, che alla Germania.
Questo dobbiamo continuare a ripetere, con semplicità, con fiducia, con i nostri poveri mezzi - come le biciclette del nostro flash mob di Firenze di ieri (nella foto) - che sembrano deboli nei confronti delle corazzate mediatiche dei sostenitori della riforma Boschi-Renzi-Verdini.
Avanti con fiducia, le correnti più profonde dell'opinione pubblica ci stanno ascoltando.








mercoledì 31 agosto 2016

L'illusione pericolosa del ritorno al centralismo



La maggior parte delle persone che applaudono al ritorno del centralismo ignorano semplicemente due fatti drammaticamente complicati, della storia e della vita.
Primo, se non ci fossero state le autonomie - tutte, anche quelle che sono o sono apparse maggiormente appesantite da sprechi e clientelismo - l'Italia sarebbe ancora più squilibrata e più ingiusta di quanto non sia oggi. La Calabria sarebbe ancora più desertificata; il Veneto molto meno ricco; la Toscana più cementificata; la Campania più inquinata; il Sutirolo e il Friuli sarebbero stati trattati come i Piemontesi trattarono la Sardegna, cioè come colonie; la Sicilia sarebbe sprofondata nella violenza mafiosa. I territori più ricchi sarebbero oggi ancora più ricchi. Quelli più marginali, ancora più abbandonati. Le disparità territoriali e le ingiustizie sociali di oggi ci fanno spesso dimenticare che, se non avessimo avuto consigli comunali, provinciali, regionali, eletti direttamente dalle popolazioni, per rappresentarle e in molti casi difenderle, le cose sarebbero andate molto, ma molto peggio. I pochi difetti della riforma del 2001, conducono troppe persone a sorvolare superficialmente sui grandi meriti di settanta anni di autonomismo e regionalismo, garantiti dalla Repubblica nata nel 1946 e poi sanciti nella Costituzione e negli Statuti delle autonomie locali.
Autonomismo e regionalismo che oggi, troppo avventatamente, persone che paiono totalmente ignare (o ignave) rispetto ai problemi della concentrazione geopolitica del potere, vogliono purtroppo spingerci ad abolire.
Secondo, ogni volta che si allontana dai diretti interessati l'amministrazione delle loro vite e del loro territorio, si generano automaticamente perdite di consapevolezza del contesto, della prospettiva e, cosa ancora peggiore, dei dettagli. Persino le organizzazioni che sono per loro natura gerarchiche e sottoposte al potere di pochi - banche, imprese, eserciti, chiese - studiano come decentrare al massimo compiti e responsabilità, per poter sfuggire a questa entropia della perdita di contatto fra i problemi e chi può effettivamente risolverli, perché li vive. Il centralismo è solo una illusione, quasi sempre pericolosa, per tutte le realtà umane. Figuriamoci se possono davvero funzionare in modo centralista e centralizzato le comunità politiche territoriali, fondate sulla libertà e sulla sovranità dei loro cittadini. Nessuna persona che abbia studiato un po' di geografia e di storia, può volere davvero che l'Italia sia governata come la Francia di ieri o la Turchia di oggi, semplicemente perché ci si è già provato e si è già visto come è andata a finire: i guasti del colonialismo, del nazionalismo, del fascismo, dell'industrialismo sono davanti agli occhi e sulle spalle di tutti gli Italiani.
Non è il momento di esitare.
Domani è già settembre.
Il referendum si avvicina.
Avanti, insieme, con serenità.Votiamo NO, per fermare il neocentralismo.

lunedì 8 agosto 2016

Il lato neocentralista della riforma


Un video in cui l'attivista e blogger Mauro Vaiani spiega uno dei lati meno noti e più pericolosi della riforma Boschi-Renzi-Verdini, la pericolosa deviazione neocentralista che essa contiene.



* * *

Qui di seguito il testo integrale del discorso, pubblicato da Pisa, in Toscana, l'8 agosto 2016.

Salute a tutte le persone che mi ascoltano. 
Sono Mauro Vaiani, il blogger e l'attivista di Diverso Toscana.
Vi parlo dalla Toscana, ma questo discorso è per tutte le persone che devono decidere cosa votare al prossimo referendum costituzionale sulla riforma Boschi-Renzi-Verdini. 
La riforma ha tanti difetti. Non è solo scritta male. 
Accentra veramente troppo potere nelle mani di pochi. 
Informatevi e fatevi una vostra idea. 
Sul sito LibertàToscana.Eu abbiamo pubblicato dei link a testi originali, commenti scientifici, prese di posizione critiche. 
Vorrei la vostra attenzione, però, su un punto della riforma che sui media non viene sufficientemente messo in luce. La riforma Boschi-Renzi-Verdini propone un neocentralismo che mette fine al regionalismo, alla repubblica delle autonomie, alla sussidiarietà. Si dissolve un antico sogno federalista che è stato tante volte tradito, ma che pure ha l'indubbio merito di aver riconciliato gli Italiani e di averci tenuti attaccati all'unità con tutti gli Europei. 
Sia chiaro che l'autonomia finanziaria e organizzativa dei comuni e delle regioni è sotto attacco da decenni, ma con la mentalità centralista del gabinetto del presidente Renzi, o di un ministro come Del Rio, gli enti locali sono ridotti a piatire soldi e permessi da Roma, con il cappello in mano, persino per il restauro di una scuola o per la realizzazione di una pista ciclabile. Si vogliono governare i territori italiani, che sono fra i più delicati, preziosi, fittamente abitati del mondo, con una serie di arroganti decreti “sblocca Italia” scritti nel chiuso delle cabine di regia di Palazzo Chigi. Non scriviamo in Costituzione questo dispotismo!
Non solo questa riforma Boschi-Renzi-Verdini toglie alle autonomie locali molte competenze. Non solo viene cancellata ogni previsione di reale federalismo fiscale. Non solo si dice a parole di aver fatto un “Senato delle autonomie”, che è privo di ogni reale potere e servirà solo come rifugio di trombati e imputati. C'è di più e di peggio. 
Nel quarto comma del nuovo articolo 117 della Costituzione, così come proposto dalla riforma, è stata addirittura inserita inserita una facoltà per il governo di fare leggi su tutto. Norme ultra-centraliste, nel nome di un vaghissimo principio di “unità giuridica o economica” della Repubblica, potranno passare come un rullo compressore sopra qualsiasi autonomia regionale e locale. Non c'è bisogno di tanta fantasia per capire che da ciò potranno derivare una serie di imposizioni dall'alto sulla testa delle comunità locali, dal ponte di Messina al deposito unico delle scorie nucleari, per esempio. 
Ora, starete pensando che queste norme centralizzatrici potranno essere fermate da una coalizione di rappresentanti regionali e comunali nel nuovo Senato. Sbagliato! 
Queste leggi centraliste, come dice chiaramente il quarto comma del nuovo articolo 70, saranno a prevalente competenza della Camera. Con la maggioranza assoluta dei membri della Camera, ogni proposta di modifica del Senato potrà essere ignorata. 
Ecco, questo potente meccanismo di centralizzazione del potere ora può essere fermato solo da un voto popolare per il NO. Un voto NO di fiducia nella cultura, nelle capacità, nelle energie dei nostri territori, delle nostre comunità, dei nostri movimenti civici, della nostra società civile, città per città, borgo per borgo, paesino per paesino. 
Vi sembrerà un po' forte, ma voglio dirlo: il neocentralismo italiano è un pericolo non solo per le nostre autonomie locali, ma per l'unità europea, per la pace nel Mediterraneo. Accrescere il potere di quelli che sono installati a Roma, finirebbe solo per renderli più arroganti e imprudenti anche in politica estera. E' una cosa che abbiamo già visto accadere sia in occidente, a Parigi, che in oriente, a Istambul. Invito tutte e tutti, quindi, a riflettere sui pericoli del neocentralismo. 
Dieci anni fa, nel 2006, tanti avrebbero voluto rafforzare le autonomie, ma la maggior parte disse NO al cancellierato proposto da Berlusconi. Oggi, nel 2016 ci viene proposto non un cancellierato, ma l'elezione di un podestà d'Italia e la cancellazione delle autonomie locali. Di tutte. 
Sono in pericolo sia le autonomie speciali che quelle ordinarie, sia quelle storiche e culturali, sia quelle economiche e sociali.
In passato siamo stati divisi, ma ora dobbiamo unirci, tutti insieme, da destra a sinistra, vecchi e nuovi movimenti, da nord a sud, dal Tirolo alla Sicilia, dalla Sardegna al Salento, con attaccamento, coscienza, onore, in una nuova unità popolare. 
Dobbiamo dire serenamente e gioiosamente NO a questa proposta, per difendere la nostra storia europea e le nostre preziose tradizioni e libertà.
Per testi e approfondimenti, visitate LibertàToscana.Eu. 
Grazie del vostro prezioso tempo e della vostra considerazione. 

Mauro Vaiani

domenica 7 agosto 2016

Contro il neocentralismo - approfondimenti


Segnaliamo qui alcuni studi per coloro che vogliono capire meglio e aiutarci a combattere il neocentralismo della riforma Boschi-Renzi-Verdini:

Stefano Aru
Dottorando di ricerca in Scienze giuridiche
Università degli Studi di Cagliari
La clausola di supremazia statale nel DDL di revisione costituzionale (Boschi-Renzi-Verdini)
Fonte: http://www.costituzionalismo.it, 2016

Tatiana Guarnier
Ricercatrice di Diritto costituzionale
Università di Camerino
Le leggi “a prevalenza Camera” (comprese quelle che attuano la clausola di supremazia) nel disegno di revisione costituzionale
Fonte:  http://www.federalismi.it/, 2016

Francesco Palermo
Università di Verona - Eurac, Bolzano
Diagnosi errata e terapia inefficace - Le Regioni nella riforma costituzionale
(Il nuovo Senato, una camera senza regioni)
Fonte: http://www.forumcostituzionale.it, 2015

Ultimo accesso a questi studi: 7 agosto 2016


Laura Ronchetti
Governo forte, regioni deboli
Quaderni del Forum Diritti Lavoro, n. 0, settembre 2016
Fonte: http://www.forumdirittilavoro.it/quaderni/
Ultimo accesso a questo studio: 14 ottobre 2016