sabato 16 luglio 2016

Una nuova unità toscana







In questa settimana tutte le raccolte di firme relative al prossimo referendum costituzionale sulla riforma Boschi-Renzi-Verdini si sono chiuse.
La convocazione del referendum non era in discussione, visto che era già stata chiesta dai parlamentari sia contrari che favorevoli, ma era utile che si potessero costituire ufficialmente dei comitati nazionali a rappresentare le diverse idee in campo.
I risultati ci rivelano quanto la nostra marcia sia in salita.
L'unica raccolta di firme popolare che è arrivata a superare le 500.000 firme richieste, è stata quella del governo, realizzata in poche settimane con l'aiuto di quei corpi intermedi (tipo la Coldiretti) che pure, in altri momenti, il renzismo più ortodosso ha tanto disprezzato.
Il comitato nazionale per il No ha raggiunto un numero importante di firme, oltre 300.000, ma ha sofferto tutti gli ostacoli alla partecipazione popolare che in Italia continuano a ingigantirsi.
Il No ha sofferto anche, riconosciamolo apertamente, del fatto che troppe persone dell'establishment della sinistra italiana (sindacale, associativa, politica) mentre a parole difendevano le ragioni del No, nei fatti hanno anteposto i propri interessi di parte e di partito.
Il comitato dei Radicali e di Fulvio Lanchester per il cosiddetto "spacchettamento" ha avuto ancora più problemi e, alla fine, non si sono trovati una manciata di deputati e senatori che appoggiassero una proposta politica che meritava di essere seriamente discussa - in parlamento, prima ancora che nelle corti.
Adesso dobbiamo aspettarci ancora altre difficoltà e altri colpi bassi, a partire dalla scelta della data per il referendum e dalla conduzione della campagna referendaria, sulla quale il governo Renzi-Boschi-Verdini ci ha già fatto capire che occuperà militarmente tutto lo spazio mediatico.
Incoraggiati dai sondaggi che ci rivelano che le persone stanno cominciando a capire i difetti della riforma, spetta a tutti i sostenitori del No costruire una nuova unità popolare e repubblicana fra chi non accetta la concentrazione del potere in un solo capo, in un solo partito, in una sola camera, nel solo stato centrale.
E' una scelta di cuore e di pancia, non solo di cervello.
Può arrivare anche alle persone più semplici, più indifferenti, più lontane dal civismo e dall'impegno civile.
Si parva licet, possiamo testimoniare che nel nostro piccolo comitato toscano di federalisti, autonomisti, indipendentisti, di ispirazione civico-liberale, laico-socialista, anarchico-libertaria, c'è molta determinazione.
E non solo, ci sembra che le ragioni del No trovino ampio ascolto in cittadini
di tutte - sottolineiamo TUTTE - le ispirazioni, tradizioni,  convinzioni politiche e condizioni sociali.


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